VIOLENZA CONTRO GLI OPERATORI SANITARI

Il 13 giugno si riunirà a Roma  il Comitato Centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici  Chirurghi e degli Odontoiatra (Fnomceo), è stato preannunciato l’intervento del Ministro della Salute sul tema della  “violenza contro gli operatori sanitari”.

I medici sempre più diventano oggetto della violenza di pazienti o loro familiari.

Accanto alla solidarietà espressa dai cittadini e dalla politica, vi sono anche concrete proposte di legge.

L’ultima in ordine di tempo, la n.1590 presentata alla Camera dei Deputati il 22 febbraio u.s. assegnata alla II Commissione Giustizia in sede Referente il 27 maggio u.s., ha come primo firmatario Marco Lacarra e consta di un solo articolo: l’introduzione dell’art. 582 bis del codice penale in materia di lesioni personali nei confronti dei medici e personale sanitario nell’esercizio delle loro funzioni con la previsione della procedibilità d’ufficio.

Il relatore parte dal presupposto del continuo aumento delle “aggressioni fisiche e verbali nei confronti dei medici e del personale sanitario”. “i dati più allarmanti attengono a quanto si verifica presso i reparti di pronto soccorso e il servizio di emergenza 118 e nei confronti dei medici che lavorano nei reparti di psichiatria e nei servizi per le tossicodipendenze, soprattutto nei confronti delle donne”. I fattori scatenanti e ritenuti più influenti sono: 1) l’insufficiente preparazione dei medici a gestire situazioni complesse in emergenza; 2) il sovraffollamento dei reparti di pronto soccorso; 3) la mancanza di triage; 4) l’inadeguatezza della struttura; 5) pazienti che fanno uso di alcool o droghe e pazienti con basso livello socio-culturale.