Medico demansionato: risarcimento

Avvocati per medici.

Corte Cassazione Lavoro, Ordinanza 23.07.2019 n.19923

A seguito dell’emarginazione professionale il professionista aveva deciso di accedere al pensionamento anticipato (con connesso riscatto degli anni universitari).

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, in caso di accertato demansionamento professionale del lavoratore in violazione dell’art. 2103 cod. civ., il giudice del merito, con apprezzamento di fatto incensurabile in cassazione se adeguatamente motivato, può desumere l’esistenza del relativo danno – avente natura patrimoniale e il cui onere di allegazione incombe sul lavoratore – e determinarne l’entità, anche in via equitativa, con processo logico – giuridico attinente alla formazione della prova, anche presuntiva, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità della esperienza lavorativa pregressa, al tipo di professionalità colpita, alla durata del demansionamento, all’esito finale della dequalificazione e alle altre circostanze del caso concreto (Cass. n. 19778 del 2014, Cass. n. 4652 del 2009).

La sentenza impugnata ha dichiarato di condividere la decisione di primo grado <<circa la sussistenza del lamentato e prolungato demansionamento sul piano qualitativo e quantitativo sofferto dal M. nei suoi compiti specialistici >> nonché, in relazione al pregiudizio patrimoniale, la considerazione che, approssimandosi ai sessantanni di età, il M. aveva ritenuto opportuno di andare in pensione per porre fine alla situazione di degrado professionale alla quale l’azienda lo aveva sottoposto nonostante le reiterate richieste di adeguata ricollocazione nell’organigramma della casa di cura (v. sentenza, pag. 3, capoversi 3° e 4°); nella determinazione del danno non patrimoniale ha fatto riferimento alla sofferenza soggettiva scaturita nell’interessato dalla <<necessitata determinazione al pensionamento anticipato>>