Limiti alla responsabilità penale d’equipe

Avvocati a difesa dei medici

Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 04-07-2019) 17-10-2019, n. 26307

Per Cass. 29 gennaio 2018, n. 2060,l’obbligo di diligenza che grava su ciascun componente dell’equipe medica concerne non solo le specifiche mansioni a lui affidate, ma anche il controllo sull’operato e sugli errori altrui che siano evidenti e non settoriali, sicchè rientra tra gli obblighi di ogni singolo componente di una equipe chirurgica, sia esso in posizione sovra o sotto ordinata, anche quello di prendere visione, prima dell’operazione, della cartella clinica contenente tutti i dati per verificare la necessità di adottare particolari precauzioni imposte dalla specifica condizione del paziente ed eventualmente segnalare, anche senza particolari formalità, il suo motivato dissenso rispetto alle scelte chirurgiche effettuate ed alla scelta stessa di procedere all’operazione, potendo solo in tal caso esimersi dalla concorrente responsabilità dei membri dell’equipe nell’inadempimento della prestazione sanitaria.

Ne consegue che ogni sanitario non può esimersi dal conoscere e valutare l’attività precedente o contestuale svolta da altro collega, sia pure specialista in altra disciplina, e dal controllarne la correttezza, se del caso ponendo rimedio o facendo in modo che si ponga opportunamente rimedio ad errori altrui che siano evidenti e non settoriali e, come tali, rilevabili ed emendabili con l’ausilio delle comuni conoscenze scientifiche del professionista medio (Cass. pen. 24 gennaio 2005, n. 18548; 26 ottobre 2011, n. 46824).

Con sentenza Cass. 17-10-2019, n. 26307, viene precisato che “non è affatto atteso che uno specialista di una disciplina possa o debba contrastare o smentire con la propria valutazione quella dello specialista della specifica disciplina oggetto dell’iniziale valutazione.” Nel caso di specie, nonostante successivi e ripetuti radiogrammi eseguiti dopo l’intervento chirurgico, interpretati da due specialisti in radiologia, si è dovuto attendere sino al dicembre 1993 prima che gli stessi specialisti radiologi ponessero indicazione all’esecuzione di un prelievo per scopi diagnostici, con ciò documentando inconfutabilmente la difficoltà diagnostica delle lesioni da cui era affetta la sig.ra, che certamente non avrebbero potuto essere valicate da altri se non da uno specialista in radiologia con prolungata esperienza in ambito senologico“. Il giudizio di fatto del giudice di merito in ordine all’estraneità al contenuto dell’obbligazione del chirurgo di un dovere di controllo stante il riferimento al parametro dello “specialista in radiologia con prolungata esperienza in ambito senologico” esclude ab initio la possibilità che possa venire in rilievo una violazione della diligenza generica di cui all’art.1176 cc, comma 1, la quale, in quanto rilevante per stabilire se c’è impossibilità della prestazione imputabile al debitore (art. 1218), non può operare una volta che si sottragga dal campo della prestazione la specifica condotta professionale