XII Commissione Affari sociali della Camera: No, della maggioranza allo status di pubblici ufficiali per i camici bianchi.

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Giovedì 13 febbraio 2020. — Presidenza della  presidente  della  XII  Commissione, Marialucia  LOREFICE.  –  Interviene la sottosegretaria di Stato per la salute, Sandra Zampa.

E’ stata bocciata la proposta che mirava ad apportare una modifica all’articolo 357 del codice penale, in materia di attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale ai medici e al personale sanitario nell’esercizio delle loro funzioni, volta a reprimere le aggressioni ai camici bianchi.

Di seguito un breve estratto egli interventi più significativi:

Michele BORDO (PD), relatore per la II Commissione, rileva la necessità di chiarire che il tema in discussione dovrebbe essere quello relativo alla opportunità o meno di considerare anche tali soggetti pubblici ufficiali al fine della tutela offerta dall’articolo 336 del codice penale (violenza o minaccia a pubblico ufficiale). Nel ricordare che sentenze della Corte di Cassazione hanno già riconosciuto alcune tutele per gli incaricati di pubblico servizio, ribadisce che non appaiono opportune ulteriori specificazioni che di fatto snaturerebbero la ratio di quanto previsto dall’articolo 357 dello stesso codice riguardo alla nozione del pubblico ufficiale, in quanto essa non viene attribuita a categorie professionali ma in virtù della funzione svolta. Per tali motivi si è preferito seguire la strada di un inasprimento delle pene, equiparate a quelle dei reati compiuti contro pubblici ufficiali, e della procedibilità d’ufficio, senza effettuare il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale per il personale sanitario e sociosanitario, che appare non necessaria e nello stesso tempo non utile.

La sottosegretaria Sandra ZAMPA ricorda che nella seduta della Consulta delle professioni sanitarie e sociosanitarie è stata ritenuta preferibile un’estensione delle misure di tutela senza il riconoscimento a tale personale di tutte le responsabilità che l’attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale comporta.

 Franco VAZIO (PD), Rammenta che esistono numerose pronunce giurisprudenziali che attribuiscono al pubblico ufficiale particolari funzioni, che non sembrano affatto riconducibili ai compiti degli infermieri o degli operatori sociali. Per tale ragione ritiene che, qualora si attribuisse a tutte le professioni comprese nell’area socio-sanitaria la qualifica pubblico ufficiale si introdurrebbe una norma che, oltre a destabilizzare il sistema, non garantirebbe loro maggiori tutele.

Michela ROSTAN (LEU), rileva che dagli interventi del collega Vazio e del relatore Bordo si può dedurre che non è stato compreso pienamente il senso della richiesta di riconoscere la qualifica di pubblico ufficiale per gli operatori sanitarie socio-sanitari. Evidenzia che si è in presenza di una grande questione sociale in quanto si è rotto una sorta di patto tra operatori sanitari e pazienti, esponendo così gli operatori medesimi ad aggressioni verbali e  fisiche. La ratio è quello di promuovere una maggiore cautela nell’approccio verso gli operatori sanitari, in maniera analoga a quello che accade nei confronti degli esponenti delle Forze dell’ordine.