COVID 19 – MEDICI EROI E RESPONSABILITA’ SSNN

avvocati a difesa dei medici – sosavvocati

L’esigenza di organizzare un network di professionisti a tutela degli operatori sanitari nasceva da quella di tutelare  detta categoria da una serie di denunce penali e civili meramente pretestuose: fatte al solo scopo di lucro facendo intravedere ai parenti del de cuius, comprensibilmente addolorati, il miraggio di risarcimenti che avrebbero potuto risolvere non solo le loro necessità primarie di vita ma anche quelle ludiche. Le ricerche telematiche (google etc.)  dei clienti e le loro convinzioni tratte da quelle ricerche inducevano molti colleghi a rappresentare all’autorità giudiziaria casi con pochissime possibilità di essere accolti: sopravvalutando anche un piccolo segno rimasto su un corpo a cui i medici avevano salvato la vita, magari una cicatrice più visibile del normale. Ciò ha indotto una grande percentuale di operatori sanitari ad una medicina cd. difensiva.

La morte non rientra più fra le cose naturali, sempre più spesso la colpa deve essere di qualcuno e poiché gli operatori del  “pronto soccorso” o della rianimazione sono gli ultimi a vedere in vita un paziente, contro di questi si è scatenata non solo la rabbia dei familiari, che sempre più spesso aggrediscono anche fisicamente gli operatori e le strutture sanitarie, ma, anche,  la miriade di processi penali e civili. Le denunce penali sono sempre più spesso utilizzate per ottenere gratuitamente una perizia del consulente del Pubblico Ministero, per poi,  in caso di un minimo  spiraglio, iniziare il procedimento civile volto ad ottenere il risarcimento dei danni. Risarcimento che sembra essere diventato un vero e proprio ammortizzatore sociale, quasi una migrazione proveniente dal  filone, oggi in bassa fortuna a causa della riforma dell’indennizzo diretto, delle cd .“botte di macchina”.

Mai nessuno si era interessato di sapere quante persone erano state salvate dagli operatori sanitari e in che condizioni questi erano sati costretti a lavorare: sempre in emergenza economica e con un datore di lavoro che, nel migliore dei casi, si disinteressava di loro.

Questi professionisti oggi sono diventati degli eroi, ma lo saranno anche domani?  Se sono tali è perché il Sistema Sanitario non funziona, in un sistema efficiente, non avremmo avuto bisogno di eroi ci sarebbero bastati operatori in gardo di fare il loro lavoro.

Oggi se siamo tanto riconoscenti a chi, fino a qualche giorno fa, abbiamo riservato azioni giudiziarie pretestuose ed atti criminali, è perché ci rendiamo conto, non solo dei limiti della scienza e delle difficoltà in cui sono costretti a lavorare, ma, soprattutto, delle sfascio e dell’incapacità del loro datore di lavoro. Non dovrebbero essere eroi, ma professionisti, che dovrebbero svolgere la loro professione, come ogni lavoratore, in piena sicurezza. E’ il Sistema Sanitario che li ha costretti ad essere eroi. Quel datore di lavoro inefficiente e contro il quale gli operatori sanitari potrebbero agire in giudizio per il risarcimento del danno o per giustificare un inadempimento ad un’attività che  mette a grave rischio, in modo concreto e grave, la loro salute (Cass 2012 m.18921; Cass 2015 n.6631; Cass. 836.2016 ).

In questo ambito tra le proposte di emendamento al decreto “Cura Italia” si discute la condivisibile “equilibrata limitazione della responsabilità degli operatori del servizio sanitario”, ma anche la limitazione della responsabilità del “datore di lavoro” verso gli operatori sanitari.

“Articolo 13bis, limitazioni alla responsabilità civile, penale e amministrativo-erariale delle strutture sanitarie e degli esercenti le professioni sanitarie”. Da una delle ultime versioni circolate: “Durante il periodo dello stato di emergenza epidemiologica Covid-19, di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 ed eventuali successive modifiche o proroghe, o in dipendenza dalla stessa emergenza, la responsabilità civile, penale e amministrativo-erariale degli esercenti le professioni sanitarie e delle strutture sanitarie e socio sanitarie, pubbliche e private, è limitata alle sole ipotesi di condotte dolose, in deroga ad ogni altra disposizione vigente ed in ragione dello straordinario periodo di emergenza e di impegno eccezionale cui sono chiamati i sanitari».

Ebbene de jure condendo bisogna sottolineare che gli eroi sono i lavoratori del sistema sanitario e proprio perché vogliamo che questi siano tutelati, non dobbiamo sottrarre all’autorità giudiziaria la valutazione di una eventuale responsabilità del SSN quale loro datore di lavoro nei loro confronti e nei confronti di tutti i cittadini.